Messina prende forma. La conferenza stampa al Salone delle Bandiere è stata costruita come un racconto a più voci: numeri, strategie, visione politica e, sullo sfondo, nuovi innesti nel progetto amministrativo.
Sessanta interventi per circa 280 milioni di euro: questo il dato complessivo che fa da cornice. Ma a scandire il percorso sono stati soprattutto gli interventi di Federico Basile, Francesco Caminiti e Cateno De Luca, ciascuno con un registro diverso.
Il sindaco Federico Basile ha tracciato la linea di continuità tra il lavoro avviato nel 2018 e il programma “Messina 2026/2031. Il futuro inizia oggi”.
Ha parlato di pianificazione strutturata, di superamento della logica emergenziale e di una città che oggi può contare su progetti finanziati e cantierabili.
Il riferimento è ai 60 interventi complessivi:
216 milioni destinati alla difesa del suolo
risorse per il contrasto all’erosione costiera
124 milioni legati a progettualità future su torrenti, ponti e protezione del litorale
Per Basile, il punto centrale non è solo l’investimento economico ma il metodo: programmazione, cronoprogrammi e monitoraggio.
Più tecnico l’intervento dell’assessore Francesco Caminiti, che ha ricostruito il “prima e dopo” sul fronte energetico.
Nel 2018, ha spiegato, mancava un censimento del patrimonio e gli interventi erano legati quasi esclusivamente alle emergenze.
Con il progetto di relamping sono stati sostituiti circa 27 mila corpi illuminanti con tecnologia LED, riqualificate linee elettriche e installati sistemi di telecontrollo.
I dati forniti parlano di:
riduzione dei consumi oltre il 70%
risparmio stimato intorno ai 2 milioni di euro annui
quasi 36 milioni di euro investiti su scuole, impianti sportivi e uffici pubblici
La potenza installata da fonti rinnovabili sugli edifici comunali è passata da 285 kW nel 2018 a oltre 1.450 kW oggi.
Caminiti ha insistito sul concetto di città smart: gestione da remoto degli impianti, monitoraggio dei consumi, integrazione con infrastrutture per la mobilità elettrica.
L’intervento di Cateno De Luca ha riportato il discorso su un piano più politico e identitario.
Ha ricordato il contesto del 2018, parlando di quartieri al buio e di una città che, a suo dire, viveva una gestione frammentata.
Da lì l’idea di costruire un modello fondato su programmazione e standard di sicurezza più elevati.
De Luca ha rilanciato anche l’ipotesi di una società partecipata nel settore energetico, sul modello delle grandi multiutility nazionali, con l’obiettivo di produrre utili per l’ente e ridurre l’intermediazione privata. Un passaggio che apre inevitabilmente un confronto politico nei prossimi mesi.
Le nuove candidature
Nel corso dell’incontro sono state inoltre ufficializzate due nuove adesioni: Diego Indaimo e Savatore Saglimbeni.
Indaimo, candidato nella lista Basile da indipendente, ha rivendicato un percorso nato nell’attivismo civico, dalla battaglia per il Parco Aldo Moro alle proposte su urbanistica tattica, Casa della musica e abbattimento delle barriere architettoniche, definendo molti dei temi affrontati “di sinistra”, ma scelti per i contenuti più che per le etichette.
Saglimbeni, ingegnere e per oltre venticinque anni funzionario comunale, ha sottolineato la volontà di mettersi in gioco dopo una lunga esperienza tecnica dentro Palazzo Zanca, evidenziando come la continuità amministrativa possa evitare quegli “azzeramenti” che in passato rallentavano ogni percorso.
Per De Luca, Indaimo rappresenta “un pungolo ideale”, Saglimbeni “una testimonianza” del dialogo possibile tra politica e macchina burocratica.
La conclusione
Tra mare tornato balneabile, investimenti sulla difesa del suolo e una rete energetica più efficiente, l’amministrazione rivendica una trasformazione già avviata.
Ma la partita vera si giocherà adesso: trasformare la continuità politica in stabilità strutturale, e i numeri esibiti in risultati duraturi.
Messina prende forma. La sfida sarà farle mantenere nel tempo quella forma.
Messina prende forma: numeri e progetti su energia, suolo e mare
